domenica 27 marzo 2011

Lettera Verona 13/2011

Ri-qualificare la figura del netturbino

Non è la prima volta che ci occupiamo di nettezza urbana, convinti che un ambiente più pulito e curato favorisca comportamenti più civili, mentre una città sporca e disordinata è terreno di coltura di degrado e delinquenza.
Per avere una città ordinata e pulita concorrono due fattori: la cultura dei suoi abitanti e l’amministrazione comunale.
Il primo fattore è qualcosa che si è sedimentato nel corso dei secoli, è il frutto dei costumi e della mentalità dei cittadini che li porta ad avere un comportamento piuttosto che un altro, per cui anche nei piccoli atti quotidiani rispettano l’ambiente e gli altri. Oppure tutto il contrario.
Il secondo, l’amministrazione, oltre che promuovere il senso civico con campagne di informazione ed educazione ha il compito di mettere a frutto i comportamenti positivi, rendendoli punti di forza della città, ma anche di sanzionare quelli negativi.
Sappiamo quanto il problema dei rifiuti incida sull’ambiente e sui conti, pubblici e privati, e come la collaborazione dei cittadini sia determinante. Di progressi in questo campo Verona ne ha fatti, tuttavia ci sono ancora delle pecche. La raccolta differenziata è fatta a metà e molti per ignoranza o semplice maleducazione non fanno il minimo sforzo per rispettare l’ambiente e tener pulita la città.
In questo caso dovrebbe scattare la sanzione, per scoraggiare i comportamenti scorretti. Né più né meno di quanto viene fatto per la circolazione. Ma mentre per questa ci sono i vigili, non c’è una figura preposta a controllare e sanzionare chi sporca o non osserva le norme di raccolta.
Eppure basterebbe riqualificare il ruolo dei netturbini, la cui funzione è sottovalutata, ma molto più importante di quel che si pensi. Se venisse conferito loro –dopo adeguata preparazione- il compito, non solo di pulire le strade, ma anche di prevenire che esse vengano sporcate, controllando e intervenendo sui maleducati, tutti ne trarremmo un beneficio.
Bisogna trasformare i netturbini in veri operatori ecologici, con la possibilità di fare la multa a chi sporca. Con i soldi delle multe date a chi si comporta scorrettamente si potrebbe retribuire meglio questa categoria a fronte dei nuovi compiti ed il ruolo dell’operatore ecologico verrebbe riqualificato non solo di nome ma di fatto, mettendolo al centro del progetto di una Verona pulita e ancora più bella.

Leonardo Ferrari

1 commento:

  1. Le ultime righe della proposta contengono un risvolto giuridico che fa un pò rabbrividire: lo stipendio degli operatori ecologici varierebbe in funzione delle contravvenzioni che essi sarebbero autorizzati ad elevare ai cittadini!! è una cosa totalmente inaccettabile e che sarebbe foriera di enormi ingiustizie e problemi legali sia per i cittadini che per le istituzioni.
    C'è anche da considerare che normalmente le contravvenzioni vengono elevati da pubblici ufficiali, Carabinieri, Vigili o qualunque altro corpo di Polizia, quindi persone che prima di disporre dell'uso dell'autorità hanno imparato a riceverla, ad obbedirgli, quindi a comprenderne il valore nei pro e nei contro;
    Un semplice corso ad un civile, dove vengono solo illustrate le leggi, non insegna nulla di tutto questo, quindi il rischio è di mettere l'autorità in mano ad una persona che non è in grado di gestirla, e che sopratutto può essere influenzato da interessi personali nell'applicarla.
    Le strade sono comunque soggette al codice della strada appunto, e aveva fatto capolino un articolo nel 2009 che trattava il problema, ma che è scomparso subito dopo per evidenti motivi:

    Art. 34-bis. Decoro delle strade (1)(2)
    1.Chiunque insozza le pubbliche strade gettando rifiuti od oggetti dai veicoli in movimento o in sosta è punito con la sanzione amministrativa da euro 500,00 a euro 1.000,00.
    (1)Articolo aggiunto dalla Legge 15/07/2009, n. 94
    (2) Articolo abrogato dalla legge 29 luglio 2010, n. 120;
    logicamente un articolo così severo era inapplicabile, in quanto ogni agente delle forze dell'ordine con un minimo di senso civico non avrebbe mai multato un cittadino di 500 euro per avere gettato una carta per terra, ma se ne avesse avuto un tornaconto monetario forse sarebbero state molte le persone assoggettate ad una legge palesemente esagerata.
    Forse non aveva tutti i torti Lucio Battisti, quando cantava “ad ognuno la sua parte/ saper vivere è un'arte”, ed è meglio che i servizi di ordine pubblico vengano svolti da chi ha la reale preparazione a farlo, e seguendo leggi democraticamente equilibrate.

    Riguardo la raccolta differenziata sono d'accordo, così non funziona, ma la soluzione la vedo in una direzione totalmente opposta:
    oggi dove è prevista la raccolta porta a porta i cittadini devono essere in casa dalle 19 alle 21 per mettere il sacchetto sul marciapiede, quindi il sistema limita gli spostamenti dei residenti, e per 2 ore a sera le nostre strade sembrano delle mezze pattumiere
    poi c'è il fatto che vengono fatti 4 o 5 passaggi di raccolta a settimana, con incremento di costi, inquinamento (i gas di scarico dei compattatori) e traffico (stare in colonna dietro ad un camion che si ferma ogni 50 metri alle 7 di sera non è piacevole per nessuno.
    La soluzione potrebbe essere molto semplice, fare 1 o 2 raccolte alla settimana senza differenziare, e poi fare la cernita dei rifiuti in strutture adeguate, dove il lavoro manuale verrebbe svolto dai detenuti, che così pagherebbero realmente il loro debito con la società!
    Esistono già aziende private che svolgono questa attività, che quindi puo' generare un reddito (considerando che ora sono redditizie pagando operai, con i detenuti i costi diminuirebbero);
    il gettito di tale soluzione potrebbe essere distribuito tra il servizio raccolta ma anche utilizzato per pagare i danni che il reato del detenuto ha causato, quindi ancora tutelare la cittadinanza onesta;
    l'ultimo aspetto positivo sarebbe che rendendo i detenuti una fonte di guadagno si rivolverebbe il problema del sovraffollamento delle carceri e delle scarcerazioni facili.
    È noto che quando una situazione non ha utilità è sempre un problema, mentre quando diventa una fonte di reddito se ne sente sempre la penuria

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