giovedì 17 marzo 2011

Lettera Verona 12/2011

E tassiamoli ‘sti volantini!
Abbiamo già detto del problema della pubblicità senza indirizzo che infesta la città. Ma torniamo volentieri sull’argomento perché dai riscontri che abbiamo avuto dai lettori della “Lettera politica” risulta che è molto sentito. Non sarà importantissimo come quello della sicurezza, dell’economia o della salute, ma ha comunque il suo peso in quanto il degrado urbano, culla di quello umano, comincia da piccole cose e se non s’interviene subito poi succede che i problemi si accumulano e si finisce come a Napoli.
A Verona, tutto sommato, si vive bene. Anche nelle classifiche sulla vivibilità siamo in una posizione di tutto rispetto. E’ una delle città più belle d’Italia e perciò attrae turisti e si colloca al quarto posto come città più visitata. E questo a noi veronesi fa piacere. Però dobbiamo prestare attenzione a delle cose, che pur piccole, segnano l’immagine della città e conferiscono all’ambiente in cui viviamo quella qualità che, in ultima analisi, fa sì che ognuno di noi possa vivere meglio.
Queste cartacce di tutti i colori che vengono stipate nelle cassette per la posta, incastrate, accartocciate una sull’altra fino a formare un’ignobile corolla i cui petali sono destinati a cadere a terra sono causa di sporcizia. Questi volantini stampati e distribuiti per reclamizzare non so quali prodotti e attività commerciali non li legge nessuno e sembrano avere l’unica funzione di imbruttire le città, di sporcare le strade, di far perdere tempo alla gente civile che si prende la briga di gettarli via e di far sprecare la carta, con i noti danni ecologici.
Viene da chiedersi come mai, con tutte le tasse che s’inventano per tormentare chi lavora e produce, nessuno ha ancora pensato a tassare i volantini pubblicitari che infestano le nostre strade. Basterebbe stabilire che per ciascun volantino vanno pagati al comune, che ha l’onere di raccattarli da terra, 10, 20, 30 centesimi per disincentivare questa nuova forma di inquinamento.
Se non ci ha pensato nessuno, ci pensiamo noi della “Lettera politica”. Noi lanciamo l’idea. Non chiediamo “copyright”! Basta che vada in porto.
Leonardo Ferrari

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