domenica 13 marzo 2011

Lettera Politica 239

Diesel: una soluzione per il caro-petrolio

Oggi, così come ieri, non c’è nulla di nuovo sotto la luce del sole.
Il petrolio è da tempo che sale e scende...come la marea. Ma dal 1997 abbiamo un arma in più che, se venisse ben impiegata, ci consentirebbe di fare moderati sberleffi agli sbalzi dell’oro nero.
Il nostro Patriot è l’automobile a gasolio. Negli ultimi quindici anni il motore inventato da Rudolf Diesel è stato capace di un’incredibile evoluzione che ha permesso a vetture medie, e non solo, di percorrere 100 chilometri con soli 4 litri, per una differenza di risparmio, rispetto a motori di pari potenza e prestazioni ma a benzina, di almeno un 30%. Così in una settimana dove non si parla d’altro che del caro petrolio e di come difendersi, scoprendo le pompe indipendenti o le solite accise che non si possono eliminare, viene da domandarsi se non sia finalmente il caso di intraprendere una politica lungimirante sul carburante per autotrazione, puntando sull’automobile a gasolio.
Soprattutto nella settimana in cui la Spagna ha deciso di ridurre i limiti di velocità a causa dell'impennata dei costi del carburante (si ipotizza un risparmio nella visione più ottimistica tra il 5 e il 10%); gli Stati Uniti d’America stanno valutando l’utilizzo delle loro imponenti scorte, accantonate per le situazioni d'emergenza; e tanti altri governi scrutano l’orizzonte inseguendo utopie come l’auto elettrica, il cui unico vero beneficio è quello di delocalizzare l’inquinamento.
Una soluzione a portata di mano esiste, basti pensare che se solo gli USA avessero seguito il trend di alcuni Paesi europei, dove su due automobili nuove una è a gasolio, si potrebbe arrivare a quasi un 40% in meno di consumo generale per autotrazione privata. Stima supportata anche dalla considerazione che i vetusti motori americani a sei e otto cilindri, che equipaggiano la stragrande maggioranza delle vetture in vendita al di là dell’Atlantico, difficilmente necessitano di meno di 13 litri di benzina ogni 100 chilometri. Ogni anno Europa e USA immatricolano circa 14 milioni di veicoli nuovi. Se tutti fossero a gasolio la richiesta di carburante scenderebbe almeno del 30% in un’analisi pessimistica, anche del 50% e più in una ottimistica.
Vorrebbe dire che Europa e USA potrebbero arrivare a dimezzare la richiesta di oro nero, oppure con la richiesta di oggi si muoverebbero due continenti!  Per non pensare a cosa succederebbe se anche la Cina passasse all’automobile a gasolio… 

Marco Marelli

2 commenti:

  1. Un bel paio di occhiali non andrebbe negato a nessuno. Oggi più che mai. Prima del terremoto le centrali nucleari erano la salvezza, ora sono diventate il diavolo. Dicono che solo gli stolti non cambiano mai idea, ma così repentinamente e su un fattore assai emotivo è quantomeno sintomo di una confusione mentale non indifferente. In Germania decidono di chiudere alcune centrali; in Italia si torna a discutere.
    Nel frattempo nessuno ricorda che in Cina ci sono ben 27 centrali nucleari in costruzione e, attenzione, ben cinquanta in studio avanzato! E non diciamo nulla sull’India, altro Paese ad alto concentramento di centrali nucleari in fase di progettazione. Il mondo, quello occidentale si interroga e ci si dimentica dell’esistenza di un mondo parallelo che sostituisce le parole con i fatti. In più non viene ancora ben considerato il fuoco dei Paesi arabi che accende non pochi dubbi sul futuro dell’oro nero. In un contesto così confuso cambiare idea basandosi sull’emozione dall’oggi al domani sconcerta perché dimostra chiaramente che manca una strategia su cosa fare e dove andare.
    L’imponderabile è arrivato in Giappone e di questo ne va tenuta debita considerazione. Ma anche va sempre tenuto a mente come e perché ciò è successo e quali strade si possono percorrere affinché ciò non si ripeta. Un amico, giapponese che ho incontrato oggi, è appena arrivato dal Giappone “sconquassato”, ha detto che la centrale era vecchia, ma è stato soprattutto lo tsunami a mandare in tilt i sistemi di sicurezza.
    E da qui bisogna ripartire. Pensare di vivere senza elettricità è possibile come vivere senza petrolio. Sono scelte. Scelte che vanno fatte nel tempo per non trovarsi dalla sera alla mattina a dover girare all’improvviso un interruttore e scoprire che non succede nulla. Chi è al governo deve avere una vista da falco e non deve lasciarsi coinvolgere dall’emozione soprattutto in questi momenti. Perché se no sembra di essere allo sbando totale. Sconcerta la posizione della Germania, sconcerta perché prima c’era la proroga per quelle centrali poi cambio repentino. E’ come se la miopia li avesse colpiti e davanti alla catastrofe giapponese gli fosse tornata la vista. Forse non sarebbe il caso di usare sempre un bel paio di occhiali da vista?
    Marco Marelli

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  2. è innegabile che i motori diesel abbiano avuto un enorme sviluppo negli ultimi 20 anni, e pochi sanno che il common rail, la tecnologia che ha reso possibile questo, è stata inventata in Italia, al CRF di Bari (Centro Ricerche fiat) che poi per un suicidio imprenditoriale ha ceduto il brevetto a Bosh per un modesto rimborso spese e l'impegno di Bosh di acquistare il centro di Bari che fiat voleva chiudere...
    però, nonostante questi miglioramenti il diesel non puo' essere il toccasana, per il semplice motivo che tecnicamente non è possibile avere un parco circolante di soli motori diesel.
    Da 100 litri di petrolio non si potranno mai ottenere (in modo commercialmente valido) 100 litri dello stesso carburante, ma si dovranno rispettare alcune proporzioni di suddivisione tra (nell'ordine) olio combustibile, gasolio, kerosene, benzina e gas, che sono i vari prodotti nei quali viene scomposto il petrolio nel processo di raffinazione; in Italia abbiamo avuto il problema inverso negli anni '80 quando il superbollo aveva ucciso il mercato delle auto a gasolio (era sotto il 20% del totale)e c'era una eccedenza di produzione di questo carburante rispetto al consumo del mercato; le autorità infatti, tramite il carico fiscale, regolano le quote di mercato tra benzina, diesel, GPL e metano per ovviare questi problemi;

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