Spiacenti: siamo al completo
Ma dove sta scritto che dobbiamo prepararci ad accogliere centinaia di migliaia di maghrebini provenienti da Tunisia, Libia e Algeria?
Chi l’ha detto che per motivi umanitari l’Italia ha il dovere di accogliere degli stranieri che abbandonano il loro paesi solo perché lì sono scoppiate delle rivolte?
Secondo i caritatevoli cultori del buonismo e dell’umanitarismo a spese altrui noi dovremmo sobbarcarci l’ospitalità ed il mantenimento di questa moltitudine di giovani maschi in nome di una sorta di “asilo politico” di massa.
Ma l’asilo politico, che è un nobile istituto del diritto internazionale, si applica al singolo perseguitato politico, a colui che per le sue idee politiche rischia il carcere o la vita se rimane al suo paese. Non può essere applicato su scala collettiva. Tanto meno nel caso in questione, in cui dovrebbero semmai essere i tiranni deposti a cercare rifugio e non i giovani che li hanno cacciati, che sarebbe più logico restassero lì a costruire il loro futuro! E noi saremmo ben felici di aiutarli con ogni forma possibile e immaginabile di collaborazione.
Ma questa storia di giustificare con i problemi politici di casa loro un’entrata di massa di clandestini a casa nostra non la possiamo accettare.
L’Italia negli ultimi cento anni ha patito ben due guerre mondiali, ma gli italiani sono rimasti a casa loro, patendo fame e bombardamenti e poi, finita la guerra, si sono tirati su le maniche per ricostruire sulle macerie. Non vi sono state fughe di massa in Svizzera o in Spagna!
Il governo non si faccia irretire dal piagnucolio dei buonisti. Di danni ne hanno già fatti abbastanza. Adesso è l’ora della fermezza. L’Unione Europea ha dichiarato di non voler sobbarcarsi il costo economico, politico e sociale dei profughi. Allora se l'Europa buonista e progressista ha già deciso che non si deve dare accoglienza, non si capisce perché lo dovremmo fare noi.
L’Europa se ne sbatte? Arrangiamoci da soli. Abbiamo soldati sparsi in vari paesi a combattere per la pace nel mondo. Perché non utilizzarli per degli interessi nostri e più vicini come quello di difendere i confini di casa nostra prevenendo le partenze?
Il diritto internazionale? Lo rispetteremo come tutti gli altri: quando ci conviene.
Paolo Danieli
Questa lettera e' stata ripresa sulla stampa trentina, come si puo' vedere cliccando sul link incollato qui sotto:
RispondiEliminahttp://www.trentinolibero.org/index.php?op=new&id=4113