Un altro anno da dimenticare ?
Il 2010-2011 è un biennio nero per il Mediterraneo. Dopo la crisi economica e finanziaria dei paesi del sud Europa nel 2010, l’anno nuovo si è aperto con le tensioni e gli scontri in Albania e in Tunisia, che per una sorta di effetto domino o di contagio si sono estesi ad altri paesi della costa nordafricana e del medio oriente.
Dopo le tensioni tra governo e opposizione in Albania a gennaio e le manifestazioni contro i rincari del cibo in Tunisia, l’intera regione è stata teatro di manifestazioni, proteste, scontri che hanno portato al crollo del regime egiziano, di quello tunisino e che potrebbero porre termine al regno di Gheddafi in Libia.
Questi fenomeni destano qualche preoccupazione. Ci sono state delle vittime e altre forse ne verranno fatte. Non è chiaro se questi paesi riusciranno a dar vita a dei regimi propriamente democratici, non sappiamo se questi regimi democratici saranno in grado di sopravvivere e soprattutto non sappiamo se la leadership politica che sta venendo soppiantata verrà sostituita da leader filo-occidentali o no, con tutte le conseguenze, tutte negative che una deriva fondamentalista e anti-occidentale potrebbe avere per noi.
Ma a questi problemi se ne aggiungono per noi altri. Molti dei paesi colpiti da questa ondata di instabilità sono nostri importanti partners commerciali. Sono paesi da cui importiamo gas e petrolio, dove esportiamo i nostri prodotti, dove facciamo grossi investimenti e dove le nostre aziende hanno importanti contratti. L’ondata instabilità mette tutto questo a rischio. Le agenzie di stampa ora ci dicono che cala il flusso di gas dalla Libia verso l’Italia e che si va verso lo stop del flusso e certo altri problemi possono emergere nelle prossime ore, nei prossimi giorni.
L’Italia, grazie ai risparmi degli italiani, alla solidità delle nostre banche e alle buone scelte del nostro governo ha evitato le crisi economico-finanziarie che hanno colpito invece Grecia, Spagna e Portogallo. L’Italia può essere colpita oggi, per colpe non sue, dall’ondata di instabilità che attraversa il Mediterraneo: perdendo contratti ed energia, l’Italia rischia di dover rivedere al ribasso le sue aspettative di crescita per il 2011. Così l’anno appena iniziato si trasformerebbe in un altro anno da dimenticare.
Riccardo Pelizzo, Ph.D.
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