mercoledì 16 febbraio 2011

Lettera Politica 231

Invasione di campo

Nella “Lettera Politica” n.228 denunciavamo un fenomeno che si sta manifestando a livello mondiale: the judicialization of politics, in italiano la giudizializzazione della politica, ovvero l’interferenza sempre più pesante dei magistrati sulla politica che si sta verificando un po’ in tutto il mondo. Fenomeno di cui prof. Pelizzo, autore di quella “Lettera”, si sta occupando come studioso.
Nella “Lettera Politica” n.227 l’avv. Bussinello poneva la questione della separazione del potere giudiziario da quello esecutivo e legislativo e la necessità di stabilire nuove e più efficaci modalità di controllo sull’attività dei magistrati.
La sentenza della Corte di Cassazione con la quale il Parlamento viene sollecitato a legiferare in materia di adozione in modo da consentirla anche ad un singolo e non solo ad una coppia ci ha indotto a riprendere subito il tema giustizia. E non tanto per il contenuto, ma per l’atto in sé, che è un segnale preoccupante di come uno dei poteri dello stato interferisca su un altro.
La Magistratura -potere giudiziario- ha il compito di punire chi non rispetta le leggi che vengono fatte dal Parlamento –potere legislativo- e che il Governo –potere esecutivo- deve applicare. Se dei giudici si mettono a dire quello che deve o non deve fare il Parlamento esorbitano dalla loro sfera di competenza e intaccano l’equilibrio tra i tre poteri, che è uno dei pilastri su cui poggia il funzionamento della democrazia.
Berlusconi, dicono alcuni, si occupa della giustizia perché costretto dalle continue azioni giudiziarie o perché, dicono altri, ha un complesso di persecuzione. Noi della “Lettera politica” che fortunatamente non abbiamo pendenze né complessi di alcun tipo ci troviamo a dovercene comunque occupare perché non possiamo ignorare un problema che non è giudiziario, ma generale e quindi politico: l’esigenza di far rispettare la divisione dei poteri dello stato.
La Cassazione che esorta il Parlamento a legiferare in un certo modo è un’ulteriore dimostrazione che la giudizializzazione della politica galoppa anche in Italia e che la democrazia così non può funzionare. Chi custodisce la costituzione ed ha il potere/dovere di tutelare la democrazia non può esimersi dall’intervenire.
Paolo Danieli

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