sabato 21 maggio 2011

Lettera Politica 257

Le uscite del Cavaliere fanno ombra al suo Governo. E perdere le elezioni!
Faccio mie le considerazioni di Paolo Danieli nella Lettera politica 256: “… è la mancata soluzione della crisi che pesa sul risultato elettorale. Ed è allora da qui che il governo deve ripartire. Ma stavolta deve andar giù deciso, ricorrendo anche a misure drastiche, per dare dei segnali forti…”.
Il fatto è che il governo il segnale l’ha dato con il decreto legge “Sviluppo” approvato dal Consiglio dei Ministri il 5 maggio!
Ad eccezione dei giornali economici nessuno parla delle straordinarie misure di sburocratizzazione, semplificazione e crescita presenti nel decreto. E posso dare personale testimonianza che esso è sconosciuto ad alcuni parlamentari veronesi, essendo ciò emerso platealmente in un confronto televisivo.
Per la loro portata si tratta di vere e proprie riforme in campo fiscale (illecito l’eccesso di controlli, semplificato lo spesometro, abolite le comunicazioni di dati già in possesso del Fisco), amministrativo (pagamenti on line con le Asl, ridotta la burocrazia sulla privacy), edilizio (silenzio-assenso per permessi di costruire), bancario (rinegoziazioni mutui variabili), grandi opere (limite alle compensazioni folli, nuove soglie per appalti in trattativa privata), piano casa nazionale, servizi pubblici (agenzia per l’acqua), sostegno alle imprese (bonus assunzioni al sud, credito d’imposta del 90% per la ricerca con l’Università, rivalutazione quote societarie e terreni). Solo per citarne alcune.
Misure forti che corrispondono alle aspettative degli imprenditori, se è vero che Confindustria il 7 maggio a Bergamo è stata colta in contropiede, tanto da dover rivoluzionare l’o.d.g. e concentrarsi su temi di secondo piano (come la privatizzazione dell’Istituto per il Commercio con l’Estero o la riorganizzazione di Confindustria …).
Il problema è che Berlusconi non ha fatto campagna elettorale sui temi locali o, vista la personalizzazione cercata e trovata, sul lavoro fatto dal governo anche con tale decreto. Egli ha tentato invece di infiammare il proprio corpo elettorale radicalizzando lo scontro, attraverso i giudizi "forti" sui magistrati, sulla Consulta, sui leader di sinistra, o proponendo l’assurda sanatoria delle case abusive a Napoli.
Gli elettori non lo hanno premiato. E si giunge così al paradosso che le prime misure forti e vere del Governo per riavviare la crescita nel Paese sono state oscurate dalle uscite dello stesso Berlusconi, principale artefice del mediocre risultato elettorale.
Mi permetto di dargli un consiglio: abbandoni gli insulti, i toni accesi, gli eccessi e torni a governare ed a comunicare quanto fatto. Gli elettori torneranno.

Avv. Michele Croce

3 commenti:

  1. forse bisognerebbe che gli amministratori eletti si ricordassero delle promesse fatte e non mantenute nella campagna elettorale della precedente elezione
    un saluto
    alessandro

    RispondiElimina
  2. il piccolo e medio imprenditore si alterano parecchio quando vedono le molte attività gestite da cinesi cingalesi ed immigrati vari prosperare nella quasi completa impunità; ho assistito all'intervento dalla GDF che ha chiuso una ditta tessile di cinesi che operavano sopra il mio capannone in provincia di Verona, hanno trovato immigrati irregolari, pagati forse 100 euro al mese senza pagare ne contributi ne tasse, che compravano fatture false ad altre ditte cinesi per abbattere gli utili sul poco fatturato che denunciavano (utilizzavano avvocati e commercialisti cinesi laureati in Italia...), spacciavano per made in Italy prodotti fatti quasi completamente in Cina, ma sulle etichette che cucivano qui da noi c'era scritto “realizzato in Italia da personale Italiano); lo stato ha agito, ma a conti fatti cosa si è ottenuto? Una denuncia al prestanome che gestiva la fabbrica, la chiusura di quell'impianto per scelta dei cinesi, che sicuramente hanno riaperto da qualche altra parte, con un altro prestanome; ed era solo una delle almeno 10-15 aziende fotocopia che c'erano nello stesso comune;
    ci ricordiamo la rivolta dei cinesi in via Sarpi a Milano (la chinatown meneghina) quando la Moratti cercò solo di applicare a loro le stesse leggi che si applicano alle aziende italiane? Come mai non si è puntato il dito su questo in campagna elettorale? Forse perchè il governo cinese il mese scorso ha comprato altri 6,3 miliardi di obbligazioni dello stato italiano e con quello il suo silenzio?
    Però non sarebbe male organizzare un 5/6 giorni di nuovi controlli serrati su aziende cinesi, call center e rosticcerie etniche varie (non per razzismo, ma solo per evidenziare l'effettivo alto tasso di iregolarità fiscali e sanitarie), questi scoppiano e fanno una nuova rivolta, ne manganeliamo un po' con il favore delle telecamere e nel ballottaggio recuperiamo almeno un 10% secco di voti;
    poi quando il console cinese protesterà di nuovo con le autorità meneghine mettiamo tutto a tacere e allentiamo di nuovo i controlli tanto il ballottaggio sarà ormai vinto....
    ma sarebbe veramente "destra" questo?

    RispondiElimina
  3. Sperimentazione clinica dei farmaci, riassetto degli ordini, sanità elettronica. Potrebbe vedere la luce in pochi mesi la 'riforma' della Sanità firmata dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Inizierà infatti a breve, probabilmente subito dopo i ballottaggi, l'iter parlamentare del disegno di legge delega, incardinato alla Camera in commissione Affari Sociali questa settimana. E avrà, come spiega la relatrice del testo, la deputata Pdl Melania Rizzoli, una sorta di 'corsia preferenziale'. Tanto che si punterebbe addirittura a portarlo in Aula entro luglio. Il ddl, 14 articoli, approvato dal Consiglio dei ministri a marzo, dopo aver ricevuto il sostanziale parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni, rappresenta, secondo il relatore, 'una riforma innovativa perche' porterà a un miglioramento e a uno snellimento di gran parte del Servizio sanitario nazionale'.
    Dal fascicolo sanitario elettronico (FSE, già in fase di sperimentazione avanzata in molte Regioni, anche se il suo accesso è per ora sostanzialmente limitato agli operatori sanitari), a nuove procedure per la ricerca sanitaria e la sperimentazione clinica (con la riduzione dei comitati etici), passando per la riforma degli ordini delle professioni sanitarie e un più ampio spettro di servizi offerti dalle farmacie, il testo affronta diversi punti chiave della sanità e, come ha più volte spiegato il ministro è nato 'dall'esigenza di adottare ulteriori e più significative misure' per dare risposte sempre più appropriate e qualificate alle necessità dei cittadini'.
    L'obiettivo del governo e della maggioranza, sottolinea Rizzoli, è di arrivare a discuterlo in Aula 'prestissimo', anche perche' l'esponente del Pdl è convinta che si trovera' facilmente 'un accordo con l'opposizione, perche' le modifiche introdotte sono solo migliorative e innovative'. Il testo potrebbe quindi iniziare ad essere esaminato in commissione già a fine maggio, 'scalzando' l'altra norma in discussione da tempo sulla governance sanitaria, quella sul governo clinico, che ha invece incontrato difficoltà, sia per la netta bocciatura da parte delle opposizioni, sia per la contrarieta' delle Regioni.

    RispondiElimina