lunedì 9 maggio 2011

Lettera Politica 253


L’Uomo che Uccise Liberty Valance
Come disse il direttore dello Shinbone Star, quotidiano della cittadina di Shinbone, al senatore Ransom Stoddard  Questo è il West, signore, e qui quando la leggenda diventa realtà, si pubblica la leggenda”.
Un leggenda che, nel corso degli anni, aveva permesso al brillante Ransom Stoddard di diventare governatore, senatore, e perfino ambasciatore degli Stati Uniti. Stoddard, sia chiaro, era un giovane e brillante avvocato, un amante della legge e della legalità, un esempio di onestà e rettitudine. Ma non era per queste sue indubbie virtù personali che Stoddard aveva fatto una brillante carriera. La scalata alle alte sfere della politica, il successo, e tutti gli onori che nel corso degli anni gli erano stati dati erano tutti dovuti ad un semplice motivo: Ransom Stoddard era l’uomo che aveva ucciso Liberty Valance, che per anni, con le sue violenze e i suoi crimini, aveva terrorizzato Shinbone e i territori ad essa limitrofi.
L’unico problema in questa storia, come il racconto fatto molti anni dopo dal Senatore Stoddard al direttore dello Shinbone Star illustrò con una certa chiarezza, è che Stoddard non uccise mai Liberty Valance. Fu Tom Doniphon, nascosto nella penombra, a freddare Liberty con un colpo di fucile. Quel Tom Doniphon che per anni era stato uno delle figure più autorevoli di Shinbone, che per anni era stato fidanzato alla donna che poi sposò Stoddard, che aveva poi condotto un vita di autoreclusione nel suo piccolo ranch dai cactus in fiore, che era morto in quasi completa indigenza, e di cui il direttore delle Shinbone Star ignorava perfino l’esistenza.
Tom Doniphon aveva liberato Shinbone dalle angherie di Liberty, non Stoddard. Ma il convincimento popolare non fu questo, l’opinione pubblica fu più forte dei fatti, la leggenda si fece realtà, e Stoddard vinse un’elezione dopo l’altra solo perchè gli elettori, per quanto erroneamente, erano convinti che avesse ucciso Liberty Valence.
E’ successo ieri e Shinbone, e succede ancora ogni giorno in un mondo i cui istinti non sono poi così diversi da quelli che animavano il vecchio West.
Riccaro Pelizzo Ph. D. MA

1 commento:

  1. Certo Osama non è Lee Mavin e Obama non è James Stewart ma chi si sporca le mani ancora oggi assomiglia a John Wayne!
    Che la morte sia vera o no non ha molta importanza,certamente ad Obama è capitato? al momento giusto e sicuramente una qualche forma di vendetta ci sarà.
    Non sarebbe stata preferibile una "sparizione" nel più assoluto silenzio?
    Personalmente trovo anche discutibile festeggiare per la morte di chicchessia.

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