lunedì 2 maggio 2011

Lettera Verona 19/11


Chi sono i furbetti della ZTL?
E così i furbetti della ZTL sono stati scoperti. Come reso noto dagli organi di stampa a Verona ci sono circa 5000 persone che entrano ed escono tranquillamente dalla zona del centro storico a traffico limitato senza averne diritto, ma solo perché hanno ottenuto un regolare permesso da Comune pur senza averne i requisiti. Non si tratta di qualcuno che è riuscito a intrufolarsi tra gli aventi diritto, ma di migliaia di persone. E' insomma una truffa di massa. Un imbroglio di proporzioni tali da far pensare che vi sia anche una mutazione culturale nella nostra città che si era sempre distinta per senso civico e che oggi comincia a somigliare sempre più a quelle che fino a ieri dileggiavamo per episodi analoghi. Un imbroglio che si va ad aggiungere a quello dei permessi per i finti invalidi, scoperto qualche tempo fa. Di proporzioni più limitate, ma sempre un imbroglio.
La cosa è emersa da controlli a campione fatti dai vigili, dai quali risulta che il 40% dei controllati aveva il permesso senza averne diritto. E' chiaro che un fenomeno di tali proporzioni non può essere ascrivibile solo ai 5000 furbi che, secondo le dichiarazioni del Procuratore della Repubblica, dovranno giustamente rispondere del reato di truffa, ma anche a chi ha rilasciato i permessi e a chi doveva fare i relativi controlli. C'è da capire perché ciò è accaduto e con quali meccanismi. C'è da augurarsi che tutti vengano puniti adeguatamente, dal primo all'ultimo.
Ma c'è dell'altro. A quei semplici cittadini che si attengono agli orari di accesso alla ZTL, che guardano sui cartelli luminosi se c'è la freccia verde, che se si sbagliano pagano una multa salata; a quei veronesi che se ne vanno in centro a piedi lasciando la macchina a casa o in qualche parcheggio a pagamento; a quelli che ci vanno in bici o in motorino una cosa è dovuta: devono poter leggere l'elenco dei nomi di questi signori. Tanto per sapere. Tanto per vedere se tra loro c'è qualche personaggio che magari alle prossime elezioni verrà a chiedere il voto per essere eletto in Consiglio comunale.
Privacy o non privacy sapere chi sono i furbetti è un nostro diritto. E per coloro che hanno fatto i furbi sarà la punizione più fastidiosa.
Leonardo Ferrari

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