martedì 17 maggio 2011

Lettera Verona 22/2011


Il racket dei volantini
La Lettera politica ha denunciato più volte la vergogna della pubblicità senza indirizzo che riempie di volantini le cassette delle lettere, le auto in sosta e le strade della nostra, ma anche delle altre città. Ci sono, è vero, tanti problemi più gravi, ma è anche andando ad intervenire su un fattore di degrado urbano come questo che si può contribuire a rendere più pulito e più bello l'ambiente e, di conseguenza, migliore la qualità della vita. Per questo invitavamo gli amministratori comunali di Verona ad attivarsi per porre un freno alla pubblicità senza indirizzo, magari andando a tassare i volantini, rendendola così antieconomica.
Quello che è stato scoperto in questi giorni dalla Guardia di Finanza nella vicina Vicenza ci rafforza nella convinzione che questo tipo di pubblicità va sradicato dal nostro territorio. E non solo per motivi ambientali, ma per eliminare quello che è un vero e proprio racket dei volantini. I finanzieri hanno infatti scoperto che la rete di distribuzione della pubblicità cartacea, almeno nel vicentino, ma non è detto che altrove la cosa sia diversa visto chi gira a distribuirla sono soprattutto indiani, era gestita da un'organizzazione appunto di indiani che per controllare i suoi dipendenti - si fa per dire perché si tratta di lavoro nero- li costringeva a portare un collare elettronico GPS per poterli meglio controllare. Praticamente una forma di schiavitù elettronica, che sostituisce alle catene il più sofisticato collare informatico.
Dietro questo giro di volantini è stata scoperta, tra l'altro, una frode fiscale di circa 20 milioni di euro. Insomma, anche se non si può fare di ogni erba un fascio e pensare che tutta la distribuzione della pubblicità senza indirizzo che insozza le nostre città costituisca un business illegale, tuttavia è verosimile che quello che è stato scoperto a Vicenza non sia limitato solo a quella provincia. Ci auguriamo che le Autorità facciano tutte le verifiche del caso. Nel frattempo rinnoviamo più convinti e con più forza l'invito agli amministratori a fare qualcosa per liberarci da quei maledetti volantini. Da oggi c'è una ragione di più.
Leonardo Ferrari

2 commenti:

  1. era ora con la pubblicita il costo del prodotto viene triplicato

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  2. Sono arrivati proprio in questi giorni i bollettini per il pagamento della tassa sui rfiuti.
    Trovo ingiusto pagare più di € 500 all'anno per smaltire della carta (trattasi di ufficio)che in buona parte deriva dal volantinaggio selvaggio.
    Spero venga perseguita l'idea,proposta in una precedente lettera politica, di utilizzare meglio gli operatori ecologici.

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