L’Arsenale
Il degrado dell’Arsenale non è certo il fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale, che pur di cose buone ne ha fatte. Questo “buco nero” nel bel mezzo della città è una nota stonata che va corretta.
Da quando è stata dimessa dall’Esercito la pregevole struttura militare austriaca sta andando in rovina. I soldati ne facevano il minuto mantenimento. Per poco che facessero pulendo, aggiustando i tetti, riparando i tubi, grattando via la ruggine riuscivano a tenerla in piedi. Ma una volta passata al Comune addio! Oggi l’Arsenale sta cadendo a pezzi.
Quando fu dimesso, il sen. Danieli raccolse la proposta dell’allora comandante provinciale dei Carabinieri di utilizzarne il corpo centrale e l’area retrostante per trasferirvi il Comando dell’Arma, tutt’ora in via Salvo D’Acquisto. L’idea era buona: i Carabinieri avrebbero avuto una “location” più consona e meno sacrificata e nello stesso tempo si sarebbe risolto il problema della destinazione di almeno una parte dell’Arsenale. Danieli si attivò col comune, ma la risposta fu che l’Arsenale doveva trovare una soluzione unitaria e quindi non era possibile parcellizzare le destinazioni. Insomma, volevano farne un museo.
Ne sono passati di anni da allora. Il trasferimento del Comando dei Carabinieri non si fece. E nemmeno il Museo di storia naturale né tutti gli altri musei del cavolo che di tanto in tanto vengono in mente a chi continua ad illudersi che l’Arsenale possa avere una destinazione unitaria.
La realtà è che per Verona una struttura così grande e complessa non può che essere utilizzata in modo diversificato. L’Arsenale va considerato per quello che è: un pezzo di città. E come tale va riempito, come si è riempito nel corso dei secoli tutto il resto di Verona. E’ una zona da vivere, da poterci passeggiare, un percorso piacevole, in mezzo al verde ed ai ricordi di un periodo della nostra storia, con negozi, bar, uffici, mostre, palestre, scuole, birrerie, ristoranti, asili, ritrovi per anziani e chi più ne ha più ne metta.
Questa è la via da percorrere per togliere dal degrado quella che può essere invece un’opportunità per rendere Verona più bella e più viva.
Leonardo Ferrari
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