A fari spenti nella notte
Con l’era Tosi la polizia municipale ha avuto un salto di qualità per ruolo e visibilità. A fronte dell’aumentata domanda di sicurezza, quelli che una volta venivano chiamati semplicemente vigili, svolgono anche compiti relativi al controllo del territorio. Ne guadagna la loro professionalità ed anche la cittadinanza. Però tra le numerose attività svolte bene ce n’è una che è lacunosa.
Sicuramente il grosso dell’impegno, per quanto riguarda la circolazione, è assorbito da auto, moto e motorini. Fra telelaser, autovelox, semafori, corsie preferenziali e Ztl di lavoro i vigili ne hanno da vendere. Tuttavia un’occhiatina in più alle biciclette non guasterebbe. E non in chiave repressiva. Ci mancherebbe! Se ci mettessimo a ostacolare l’uso della bici le strade, specie in centro e zone limitrofe, s’ingolferebbero ancora di più. La loro azione va intesa in chiave preventiva.
Ve ne siete accorti o no che ormai è uso pressoché generalizzato tra i ciclisti girare di sera con i fanali spenti? Ce ne sarà uno su cento che si premura di accendere quei fanalini che si usano adesso e che non hanno neanche più bisogno della dinamo e quindi non affaticano la pedalata. Tutti gli altri sono ombre nella notte. Entità praticamente invisibili che si materializzano davanti all’automobilista a volte appena i tempo per una frenata. Ma altre volte, purtroppo, no. E allora sono guai. Per il ciclista, che va a finire quantomeno al pronto soccorso per verificare se ha qualche osso rotto, e per l’automobilista che, in caso di problemi seri per la salute dell’investito, ma anche no, deve accollarsi un sacco di rogne senza alcuna colpa.
Non sarebbe ora di spiegare loro, anche con una bella multa, che rischiare la vita “a fari spenti nella notte” non è un fatto privato ma un problema di tutta la collettività? Va bene che con le ultime modifiche il codice della strada prevede per gli utenti della bicicletta il giubbino fosforescente nelle strade extraurbane. Ma non sarebbe giunto il momento che in città, dove circola il maggior numero di ciclisti, si facesse rispettare una norma elementare e di buon senso che c’è sempre stata e cioè che le bici di notte devono girare con i fanali accesi. Anche questo sarebbe un modo per risparmiare denaro in tempo di crisi, visto che poi, il costo dell’imprudenza di alcuni ricade sulle tasche di tutti.
Leonardo Ferrari
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