lunedì 18 aprile 2011

Lettera Verona 16/2011

Se avessimo ancora quei trenini!
Se Verona è una città tra le più vivibili e, a detta di tutti, una delle più belle lo dobbiamo, oltre che alla cultura dei suoi cittadini, anche a quegli amministratori che dal dopoguerra ad oggi si sono dimostrati capaci ed anche migliori di altri amministratori di altre città che oggi non godono delle nostre stesse condizioni di vita.
Ogni tanto capita di osservare come certe scelte, vedi per esempio la felice intuizione di fare una fiera di grande successo come il Vinitaly o quella di istituire l’Università, vadano ascritte a merito di veronesi intelligenti e lungimiranti.
Però capita anche di notare come siano stati fatti degli errori clamorosi di cui ancora oggi paghiamo le conseguenze ed ai quali gli amministratori attuali sono costretti a mettere delle pezze.
Pensiamo, tanto per collegarci a un tema tutt’ora tanto dibattuto, alla sciagurata decisione di abolire le filovie che per decenni avevano svolto il loro onorato servizio trasportando generazioni di veronesi da una parte all’altra della città senza inquinare neanche un po’. Un bel giorno qualche genio ha pensato bene di sostituirle con gli autobus a gasolio, più costosi, più brutti, più inquinanti, più rumorosi. Quello è stato indubbiamente un grave errore di prospettiva, dovuto magari alla pressione politica di quel tempo in cui le scelte nel nostro paese, e non solo a Verona, le ispirava la Fiat. Ma fu comunque un errore.
Altro grave sbaglio di cui ci dobbiamo sorbirci le conseguenze in termini di traffico e di inquinamento è stata la decisione di eliminare la piccola ferrovia Verona-Caprino che oggi ci sarebbe tanto utile per smaltire il traffico di via Mameli, intasata com’è dalla mobilità da e per la Valpolicella, dove sono andati a vivere tanti concittadini che fanno i pendolari.
Lo stesso dicasi per quella che collegava Verona con la Valpantena.
Pensate se avessero mantenuto quei binari ed avessero saputo tener vivi quei trenini oggi avremmo due tratte di metropolitana di superficie bell’e fatte! Oltre che meno code, meno gas e meno polveri sottili.
Ma piangere sul latte versato non serve. Però, ripensandoci, perché non studiare di ripristinare, com’è stato fatto per la filovia, qualcosa di analogo? Si è tanto parlato di tramvia ed uno degli ostacoli maggiori, oltre ai finanziamenti, è stata la dimensione ridotta delle vie del centro. Ma fuori dalla mura che problemi ci sarebbero?

Leonardo Ferrari

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