sabato 2 aprile 2011

Lettera Verona 14/11

Il prossimo Rettore: scelta strategica per Verona


Fra circa un anno scadrà il mandato del prof. Mazzucco, Magnifico Rettore dell’Università di Verona. Le manovre per la successione sono già in corso e nei prossimi mesi si manifesteranno le candidature alla prestigiosa carica. Una carica importante non solo per coloro che in qualche modo hanno a che fare con il mondo accademico, e cioè studenti, docenti e personale amministrativo, ma per tutta la città.
Non deve sfuggire a nessuno infatti come e quanto l’Università di Verona rappresenti un’istituzione strategica per la città e il suo territorio, per cui è logico che la scelta di chi dovrà guidare l’ateneo nei prossimi anni sia questione che riguarda un po’ tutti i veronesi.
La nostra Università non è antica come quella di Bologna, che è stata la prima fondata al mondo, o come quella di Padova, di cui è emanazione. La sua storia è molto più breve, non affonda le radici nei secoli, ma nasce nel 1963, come sede staccata di Padova, e diventa autonoma solo nel 1982. Ma da allora, grazie ad un’intelligente conduzione ed alla collaborazione delle istituzioni veronesi, è cresciuta, tanto che oggi conta otto facoltà e quindici dipartimenti ed è considerata tra le migliori e le più serie.
Una città come la nostra, che ha nella cultura in tutte le sue manifestazioni il punto di forza su cui investire per il futuro, non solo non può prescindere dal rapporto con l’Università, ma deve impegnarsi a svilupparlo sempre di più investendo risorse pubbliche e private.
L’elezione del Rettore Magnifico è quindi un evento importante. Ma lo diventa ancora di più dal momento che voci insistenti parlano di un’eventuale accorpamento del nostro ateneo ad un costituendo “polo universitario” veneto, imperniato su Padova e Venezia, nel quadro di un piano nazionale di revisione delle università.
Verona, per i motivi detti sopra, non può in alcun modo rinunciare alla proprio ateneo. E la scelta di chi avrà il compito di guidarlo in un momento che si profila così critico è un atto che non riguarda più solo il mondo accademico, ma tutta la città.
Le istituzioni veronesi, a cominciare dalla politica, alzino bene le orecchie e la guardia. Un ennesimo cedimento al centro di potere costituito dal triangolo Padova-Venezia-Treviso sarebbe inaccettabile. Un’ulteriore marginalizzazione rispetto alla regione sarebbe esiziale.
Leonardo Ferrari

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