C’è chi dice no. A Roma come a Verona.
Le “Lettere politiche” l’hanno detto più volte: l’Italia ha bisogno di riforme, cambiamento e innovazione. La sinistra invece, a Roma come a Verona, sa solo dire di no. A Roma la sinistra dice no a Berlusconi, no al nucleare, no al petrolio, no a Gheddafi, no ad un tentativo (militare) di rimuovere Gheddafi.
A Verona oltre a ripetere la sfilza di no nazionali, produce anche dei no locali, il più eclatante dei quali è il no al Traforo delle Torricelle. Alla sinistra veronese e italiana, la cosa può non piacere, ma è innegabile che l’Italia in generale, e soprattutto Verona, abbia raggiunto un livello di benessere notevole. Tra i risultati di questo crescita economica, che ci ha permesso di diventare proprietari di immobili, viaggiatori, borghesi benestanti c’è stata la crescente motorizzazione. E’ cresciuta la percentuale degli italiani che oggi ha una macchina ed è cresciuto il numero degli italiani. Questa doppia crescita si è tradotta in un aumento del traffico, nell’esigenza di migliorare la viabilità e di pensare come attrezzare Verona per la crescita di popolazione, macchine e traffico che si verificheranno negli anni a venire.
Migliorare la viabilità, permettere ai cittadini di tornare a casa in un tempo ragionevole, prevenire gli ingorghi tipici dei paesi del terzo mondo sono un dovere dell’amministrazione comunale. Per fare questo bisogna migliorare le strade, fare il traforo delle Torricelle e pensare a soluzioni aggiuntive che si renderanno necessarie nel breve o nel medio termine.
Ci servono le strade (e il traforo) perchè il traffico è cresciuto. Ma ci servono anche giardini e piante sia per motivi estetici sia per tenere l’aria pulita. Per cui nel sostenere il traforo delle Torricelle, noi proponiamo anche che il comune pianti un albero per ogni cittadino. Un albero per chi c’è già, un albero per chi a Verona viene a viverci e per chi ha Verona ci nasce. Così la crescita della città sarà sempre bilanciata da una crescita del verde e Verona rimarrà una città bella e vivibile anche per quelle generazioni di veronesi che non sono ancora nati e che hanno il diritto di vivere nella bella città che ci hanno lasciato le generazioni precedenti.
Contro la politica del no della sinistra, noi proponiamo una politica del sì: una politica del fare e fare bene. Questo è quello di cui Verona ha bisogno e questo è ciò che ci impegniamo a fare.
Leonardo Ferrari
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