lunedì 22 agosto 2011
Lettera Verona 38
Meno di un anno alle comunali
Manca meno di un anno alle elezioni comunali. La situazione è diversa da quella del 2007. Verona usciva da cinque anni di amministrazione Zanotto, dopo che nel 2002 era stata regalata alla sinistra da Galan, che si era incaponito nel volere candidare Pigi Bolla, che si sapeva perdente. Così Verona, nota per essere una roccaforte del centrodestra, si era cuccata un quinquennio di amministrazione rossa.
Nel 2007 avviene la normalizzazione. Tosi vince in carrozza al primo turno con una campagna elettorale incentrata su sicurezza e traforo delle Torricelle. Lega e Lista Tosi prendono il 32% e la maggioranza nella centrodestra che complessivamente suopera il 60%. Ed è questo il dato chiave destinato a condizionare la politica veronese. E non solo quella.
Verona non era mai stata leghista. Ma da allora la Lega, che controlla la Lista Tosi, che raccoglie il 2% in più rispetto al Carroccio, diventa maggioritaria nel centrodestra e sull’onda di questo successo chiede ed ottiene la Presidenza della Regione che però, paradossalmente, non va a Tosi, ma a Zaia.
E’ il primo passo indietro del Pdl, che anche a Verona soffre l’egemonia e la ladership di Tosi che, grazie a quel successo ed al suo carisma personale, acquisisce una dimensione nazionale. Ciò si riflette sui risultati elettorali, ma anche nelle tensioni che si manifestano in più occasioni. Il gruppo consiliare del Pdl viene costituito solo qualche settimana fa, a babbo morto, quando praticamente la legislatura è finita, perché le due anime, quella di Forza Italia e quella di An stentano ad amalgamarsi. Frizioni sempre più frequenti si manifestano tra i vertici del partito e la maggioranza della delegazione comunale e provinciale. L’immagine che dà è di un partito diviso.
Anche l’alleanza con la Lega scricchiola. Schermaglie, dichiarazioni, punzecchiature tra gli esponenti delle anime del centrodestra disegnano dunque un quadro molto diverso da quello del 2007 che precedette la marcia trionfale di Tosi. Diverso al punto che si sta facendo strada, fra una polemica e l’altra, la possibilità che Lega e Pdl corrano ognuno per conto proprio. Non sarebbe la prima volta, né una tragedia. Ma considerato il fatto che Verona è sempre stata un laboratorio politico che ha anticipato le soluzioni nazionali, non sarebbe certo un bel segnale per l’unità del centrodestra.
Leonardo Ferrari
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