domenica 28 agosto 2011

Lettera Politica 294


Libia fase due
Sarà l’Onu a monitorare la fase due della guerra di Libia, cioè quella della rifondazione politica e della ricostruzione. Gheddafi vivo o morto, fuggiasco o prigioniero, per l’ex colonia italiana si è chiusa una fase storica e se ne apre una nuova. Sono molte le ragioni per le quali l’Italia ha tutto l’interesse ad essere presente anche in questa fase.
Le avevamo esposte nel momento più difficile, quello della scelta se partecipare o no alla guerra. E qualcuno nel centrodestra ci aveva criticato. Le ribadiamo oggi che è più facile per tutti comprenderle: se vogliamo essere una grande nazione non possiamo esimerci dall’interessarci di ciò che accade sulla porta di casa, in un paese che, bene o male, ha con noi un legame storico e nel quale ci sono molti interessi italiani ed ancora di più ce ne potranno essere. Inoltre la Libia è il più vicino fornitore di idrocarburi e dal controllo delle sue coste dipende l’arrivo dei barconi di disperati che sbarcano a Lampedusa.   
Adesso, si diceva, la fase della normalizzazione sarà gestita dall’Onu, che invierà sul territorio libico i propri caschi blu per garantire che tutto si svolga secondo le regole del diritto internazionale. Solo che per organizzare la missione e far confluire in Libia  serviranno due o tre mesi. Quasi certamente l’Onu chiederà alla Nato, che ha condotto finora le operzioni militari, di inviare nelfrattempo truppe di terra per controllare il territorio. Francia e Inghilterra sono già pronte e non ci penseranno un minuto. L’Italia deve fare altrettanto.  Non potrà permettersi di tentennare anche questa volta. Ne va della nostra immagine internazionale. Ne va dei nostri interessi economici che, con l’aria che tira, non sono meno importanti.
E se Bossi non capisce, peggio per lui.
Paolo Danieli

1 commento:

  1. Mi è capitato di sentire per radio il portavoce dei "ribelli" libici e devo dire che mi pare abbiano le idee molto chiare in merito, difatti ha dichiarato di non volere presenze straniere sul territorio e che coinvolgeranno anche le attuali forze di polizia escludendo logicamente i personaggi corrotti o che si sono macchiati di nefandezze varie.
    Non possiamo, come già detto nei mesi scorsi, pemetterci di perdere l'occasione di essere parte attiva .

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