sabato 13 agosto 2011

Lettera Veron 36


Doppi incarichi: un atto di serietà


L’abolizione dei doppi incarichi è uno dei pallini della Lettera Politica. Più volte abbiamo denunciato il malcostume diffuso in politica di collezionare diverse cariche, elettive o no, ma tutte ben retribuite, naturalmente con i soldi dei cittadini.

Ci sono amministratori pubblici che amano tenere il loro deretano seduto su più careghe contemporaneamente e questo non fa bene né alla democrazia, perché vengono tolti degli spazi ad altri, magari ai giovani che si avvicinano alla politica, né al buon governo, dato che occupandosi di troppe cose inevitabilmente qualcosa viene trascurato.

Ripetiamo da tempo che anche la questione dei doppi e tripli incarichi fa parte della più ampia questione morale, che sta alla base del cattivo funzionamento della politica italiana, sia a livello nazionale che a livello locale.
Anche recentemente la stampa ha annunciato, senza reazioni da parte dei cittadini che probabilmente sono distratti oppure sono assuefatti a questo malcostume, che dei consiglieri comunali di Verona sono stati nominati ai vertici o nei c.d.a. di enti partecipati dall’amministrazione di cui sono membri, senza peraltro sentire il minimo bisogno di dimettersi da una delle due cariche.
C’è però un’eccezione che va menzionata. Marco Gruberio, consigliere comunale del Pdl, dopo essere stato nominato nel consiglio d’amministrazione di una società partecipata dall’Agsm, ha annunciato le dimissioni dal consiglio comunale dicendo che egli è sempre stato contrario ai doppi incarichi e che quindi, coerentemente, lascerà il seggio in comune. Un gesto che sarebbe normale in una democrazia normale, ma che assume rilevanza dal momento in cui tutti o quasi accumulano cariche.
Noi della Lettera Politica non possiamo che manifestare il nostro apprezzamento al comportamento di Gruberio, per la serietà ed il senso civico che dimostra, nella speranza che non rimanga una mosca bianca Casella di testo: Lettera n. 36Rettangolo arrotondato: Casella di testo: Verona.
Leonardo Ferrari

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