Molte careghe, molto onore!
Che le cose in Italia non vadano bene non c’è neanche bisogno di dirlo: si vede. Verona, che pur può godere di un’amministrazione soddisfacente e di una condizione di gran lunga migliore di tante altre città, non è sulla luna e di conseguenza risente di mali e disfunzioni che sono comuni a tutto il paese. Abbiamo trattato più volte, sulla Lettera politica, della questione morale, prendendo spunto anche da vicende recenti accadute nella nostra città. Abbiamo detto del caso Soardi, dei permessi per la Ztl, di parentopoli.
Ma c’è anche un altro aspetto della questione morale, anche se non riguarda comportamenti illeciti perseguibili con il codice penale. Mi riferisco al fenomeno dei doppi incarichi che ha nel mondo politico veronese numerosi esempi. Per ragioni di spazio, ed anche per evitare il sospetto che possiamo avercela con qualcuno, non facciamo elenchi con nomi e cognomi. Anche se potrebbe essere simpatico farli conoscere ai veronesi. Sono persone note e meno note che per eccesso di zelo non si limitano a svolgere il compito previsto dalla carica elettiva per la quale hanno ricevuto il mandato dagli elettori, ma si fanno anche nominare in un consiglio d’amministrazione di qualche società o ente partecipato dal comune, dalla provincia o dalla regione. Oppure ci sono quelli che semplicemente amano ricoprire vari incarichi. Ci sono alcuni che hanno contemporaneamente due, tre e anche quattro incarichi! Che abnegazione! Che senso civico!
Trovarne e averne di concittadini così, che invece di limitarsi a svolgere la normale attività di consigliere comunale, di assessore, o di consigliere provinciale o regionale si fanno anche carico di sedere in un consiglio d’amministrazione! Pensate, potrebbero riposarsi, dedicarsi alla loro famiglia o ai loro hobbies o studiare per diventare ancora più bravi di quanto già non siano. E invece no! La loro missione non può finire lì! Devono dare il loro prezioso apporto anche in altre sedi e su altre competenze. Ed il merito maggiore, ciò che aumenta a dismisura il loro prestigio e la stima di cui possono godere presso i concittadini, è che lo fanno disinteressatamente, per puro spirito di servizio, forse addirittura rimettendoci visto che in termini di denaro credo che vengano retribuiti poco o nulla.
Questi sono gli eroi dei nostri tempi! E’ un vero peccato che questi signori non possano girare per la strada con dei segni visibili del loro impegno in modo da poter essere riconosciuti e ringraziati dalla gente. Un’idea potrebbe essere quella di usare dei gradi, come nell’esercito. Solo che invece delle stellette si potrebbero usare delle careghette. Una, due, tre e chi più ne ha più ne faccia sfoggio. Com’era il detto? Molte careghe, molto onore!
Nessun commento:
Posta un commento