Palopoli (ovvero la città dei pali)
Non so se ci avete fatto caso. Verona è piena di pali. Ce ne sono a migliaia. Dappertutto. La loro funzione è sostenere i segnali stradali. Non hanno un diametro molto grosso. Appena qualche centimetro. Rigorosamente grigi. Ce n’è un’infinità. Spuntano dai marciapiedi in ogni dove. E si moltiplicano misteriosamente ogni giorno, non so attraverso quale processo riproduttivo. Se c’è una cosa che nella nostra città non manca sono i cartelli stradali. Da questo punto di vista siamo ricchi!
Che la segnaletica stradale sia necessaria è fuori discussione. Sia quella che prescrive agli automobilisti che cosa devono fare nella circolazione e nella sosta, sia quella che fornisce informazioni utili a turisti e non. Solo che ci sono troppi segnali. Ravvicinati l’uno all’altro e ripetitivi. Talmente tanti da far sorgere qualche dubbio sulla loro effettiva utilità alla circolazione o, in generale, ai cittadini. Provate a fermarvi un attimo in qualsiasi strada della città e guardatevi attorno: ovunque girerete gli occhi ne vedrete in quantità sicuramente eccedente la necessità. Anche in considerazione del fatto che esistE una segnaletica orizzontale, quella, per intenderci, dipinta per terra, che generalmente ripete con un altro linguaggio le medesime prescrizioni di quella verticale. Come mai tutto questo fiorire di cartelli? A che cosa è dovuto questa palomania, questo scrupolo ossessivo di ripetere al cittadino ad ogni metro o poco più delle prescrizioni che sarebbero comunque evidenti con almeno un terzo o un quarto dei segnali? Forse coloro che sono preposti a impiantare i paletti temono che i veronesi si perdano? Oppure hanno talmente a cuore il loro portafoglio che pur di non far prendere loro una multa hanno pensato bene di rammentare ad ogni piè sospinto che cosa non devono o possono fare? O forse, semplicemente, pensano che siano smemorati e che quindi sia necessario ripetere le segnalazioni di continuo.
Eppure non credo che i segnali vengano regalati. Avranno pure un loro costo. E magari anche salato, se si aggiunge la spesa per la manodopera necessaria per piantarli e sostituirli. Si parla tanto di tagliare i bilanci della spesa pubblica e di non sprecare il denaro dei cittadini, ma in questo caso si fa esattamente il contrario. Sarebbe interessante avere una spiegazione…
Leonardo Ferrari
Nessun commento:
Posta un commento