mercoledì 15 giugno 2011

Lettera Politica 264

Rottamatori moderati cercansi

Gli italiani chiedono politici nuovi e politiche nuove.
L’esigenza è sorta qualche anno fa nel Partito Democratico in crisi nera e continua dopo le sconfitte elettorali del 2008 e degli anni successivi. E’ nato così il fenomeno Matteo Renzi, sindaco ultra votato a Firenze e molto amato anche fuori, che con la parola d’ordine rottamare ha raccolto senza dubbio ampi consensi ma ha anche fatto infuriare la gerontocrazia ex-comunista oggi a capo del Partito Democratico.
Ma un fenomeno assimilabile è anche quello di Flavio Tosi, che condivide con Renzi il voto plebiscitario e l’altissimo gradimento della gente, non solo veronese. Anch’egli, soprattutto, alla guida di un movimento leghista autorevole ma allo stesso tempo responsabile, assolutamente distante dal modello “fora dai bal”.  Insomma un leghismo operoso ed istituzionale, anch’esso, a suo modo, rottamatore del leghismo urlato ma inefficace.
Veniamo al Popolo della Libertà ed alle recenti “sberle” subite dai suoi elettori.
Si, perché a Milano sono stati i moderati a voltare le spalle alla Moratti ed a Berlusconi, così come nei referendum sono risultati decisivi i circa i 10 milioni di elettori del centrodestra che hanno votato per l’abrogazione delle leggi volute da questa maggioranza.
Elettori moderati quindi, che o non si riconoscono più nei leader attuali (a tutti i livelli) o/e non condividono le politiche proposte (a tutti i livelli).
Ecco, quindi, forse la necessità di trovare rottamatori anche nel PdL, che sappiano coniugare l’esigenza di rinnovo dei vertici (a tutti i livelli), la necessità di favorire la partecipazione della gente a tale rinnovo, una nuova e più efficace agenda di governo (sempre a tutti i livelli). Pare, però, che coraggio, carisma e leadership non siano molti diffusi (sempre a tutti i livelli).
In attesa che qualcuno si faccia avanti, noi, nel nostro piccolo, ci siamo.
Michele Croce

1 commento:

  1. la strada finalmente sembra delinearsi, sinceramente era ora che si scuotesse l'immobilismo che permeava la destra; io personalmente lascerei fuori i concetti di rottamazione, dal momento che fisiologicamente la rottamazione è sempre molto vicina al concetto di riciclo; lascerei stare anche le castronerie tipicamente radical chic, come "quote rosa" e "largo ai giovani"; si devono guardare solo le qualità della persona, del resto un idiota di 70anni mezzo secolo prima era solo un idiota di 20anni, non è che fosse migliore solo perchè era giovane, e non sarebbe certo migliore se fosse donna, rimarrebbe sempre e solo un idiota, quindi valgono solo le qualità della persona, non i dati biologici o biografici; lascia perplesso l'approccio, leggendo la lettera sembra che a verona non ci sia alcuno in grado di fare questo, e cioè di forgiare una nuova destra, se vogliamo trovare un termine, e sinceramente non sono d'accordo, io mi sentirei rappresentato nel migliore dei modi da Paolo Danieli, senza nulla togliere alle altre persone della destra che purtroppo non conosco; nel fare questo bisognerebbe colmare una gravissima lacuna della destra, e cioè la comunicazione sul WEB, attraverso la quale sono passati il popolo viola, le comunali e i referendum, e il web e praticamente tutto in mano alla sinistra.

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