venerdì 15 luglio 2011

Lettera Verona 33


Cantieri lumaca: così si resta indietro!
L’Italia resterà sempre indietro rispetto ad altri paesi. Prendiamo Verona, che già è avanti rispetto a tante altre città italiane. Corso Milano. Ognuno  avrà avuto occasione di passarci. E’ dal 14 giugno 2010 che è sottosopra per i lavori di sistemazione della sede stradale e dei marciapiedi. Dicono che a settembre sarà finito. Speriamo. Ma sarà sempre tardi. Almeno per un paese avanzato.
Quello che è stato fatto finora non è male: spartitraffico con il verde, rotonde, marciapiedi come Dio comanda. Per una delle strade più grandi della città, via d’accesso al centro per coloro che vengono dal lago, una bella sistemata ci voleva. Ma caspita! Come si fa a metterci tutto quel tempo! Lo diciamo non per preconcetto nei confronti dell’amministrazione comunale, che riteniamo stia facendo bene, ma perchè certe cose è giusto che non passino più sotto silenzio, che non vengano accettate più con remissiva rassegnazione, come dei mali ineluttabili legati a situazioni immodificabili.
Com’è possibile che in Giappone ricostruiscano e rendano agibile in quattro giorni un tratto d’autostarda distrutto da uno dei più gravi terremoti mai avvenuti al mondo e che da noi per fare qualcosa che è poco più di un’ordinaria manutenzione ci impieghino così tanto!  L’altra sera, saranno state le nove, c’era ancora chiaro, mi sono fatto la mia brava coda, nell’ultimo tratto di corso Milano, quello verso la Croce Bianca, dove per qualche centinaio di metri c’è solo una carreggiata causa lavori. Non c’era nessuno che lavorava. Gli operai avevano già staccato da un bel po’ e sarebbero ritornati al contiere all’indomani. E già questa è un’idiozia. Come si fa a lavorare sotto il sole, col calore di questi giorni e poi smettere alla sera, quando cala la temperatura? Ma la cosa più grave è che non si lavori 24 ore su 24, come fanno in tutto il mondo, specie se l’opera è fonte di disagi ai cittadini. E’ mai possibile che il Comune, nell’indire l’appalto, non sia in grado di imporre all’impresa costruttrice turni e tempi compatibili con le esigenze della società di oggi?  Continuiamo pure così. Ma non si va da nessuna parte!
Leonardo  Ferrari

1 commento:

  1. è un'osservazione giustissima; lo si vede anche in autostrada; quando faccio la classica trasferta a roma, partendo alle 5 da verona si arriva sugli appennini che fino alle 8 i cantieri sono chiusi, poi man mano che aumenta il traffico riaprono i cantieri...decisamente senza senso,
    a mio avviso si dovrebbero stabilire solo chiusure temporanee dalle 8 alle 10 e dalle 17 alle 19 per non intralciare il traffico (riaprendo le corsie quando sono praticabili, e non tenendole chiuse solo perchè gli operai non vogliono spostare le macchine e gli attrezzi da cantiere.
    poi ci vorrebbe solo un controllo da parte del comune per tutelare le emissioni sonore (e salvaguardare il riposo notturno; una vettura per legge non puo? fare pi§ di 80 decibel, un martello pneumatico ne fa circa 105/110, basterebbe limitare l'attività notturna a quei lavori dove le emissioni sonore sono sotto i 90 decibel

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