lunedì 25 luglio 2011

Lettera Verona 34/11

Le province vanno abolite. Anche quella di Verona
Che il Palazzo sia sempre più lontano dalla gente lo dimostrano due interventi in difesa delle province fatti da due diversi uomini delle istituzioni: il Prefetto di Padova, dr. Sodano e l’assessore al bilancio della provincia di Verona Stefano Marcolini. Entrambi hanno affidato alla stampa il sostegno all’istituzione provinciale minacciata da tutto un movimento d’opinione che invece la vuole abolire. Sono due difese diverse, perché fatte da due soggetti diversi. Uno, il Prefetto, rappresentante del Governo sul territorio. L’altro, l’assessore, amministratore eletto dai cittadini. Entrambi accomunati dall’ambito provinciale cui è riferito il loro ruolo. Non stupisce quindi che sostengano l’esistenza delle province, esattamente come non deve stupire che l’oste dica che ha il vino buono. Che poi il vino sia effettivamente buono è cosa tutta da verificare. Mentre è già stato verificato abbondantemente che le province non servono più e che sono uno di quei costi della politica che si possono tagliare senza alcuna conseguenza reale sul servizio ai cittadini, che può essere semplicemente trasferito ai comuni e alle regioni.
Le argomentazioni a sostegno sono le solite, ma abbastanza deboli rispetto alla gravità della situazione generale ed alla necessità di risparmiare denaro. La gente ha ormai capito che delle province se ne può fare benissimo a meno. Addirittura avrebbero dovuto essere eliminate quando vennero istituite le regioni nel 1970, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di farlo per motivo legati al consenso interno ai vari partiti. Nemmeno Berlusconi, che pure aveva inserito l’abolizione delle province nel suo programma elettorale, è riuscito a mantenere la promessa.
La difesa della provincia si avvita sempre sullo stesso discorso: chi, se non ci saranno più le province, si occuperà delle strade provinciali o di alcuni edifici scolastici? Chi vigilerà sui divieti di caccia e di pesca? La risposta è sempre la stessa: le regione ed i comuni. Ma la verità è che quelle competenze, per altro residuali, sbandierate come servizi importantissimi e non surrogabili, non sono altro che l’espediente per giustificare l’esistenza delle province. Istituzioni assolutamente lontane dalla gente e sostanzialmente ignorate. A riprova suggerisco un test. Chiedi alla prima persona che incontri per strada chi è il presidente della Provincia di Verona o il nome di un qualsiasi assessore o consigliere. Difficilmente saprà rispondere. Se invece gli chiedi se è d’accordo nel risparmiare 300 euro l’anno di tasse, cioè l’equivalente per famiglia che si risparmierebbe con l’abolizione delle province ti risponderanno subito di sì.
Ma, dicono quel Prefetto e quell’assessore, le province servono. Lo stesso diceva il responsabile dell’Ente per il risarcimento dei danni delle guerre napoleoniche prima che venisse sciolto come ente inutile solo qualche anno fa.
Leonardo Ferrari

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