Auto (giallo)blu
Anche Verona ha le sue auto blu. E giustamente sono finite sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica. Un’interrogazione fatta in Comune è stata l’occasione per fare un po’ di conti su quante volte gli assessori si fanno scarrozzare sulle pregiate berline, sempre belle lustre perché la manutenzione non manca. La polemica non tocca Tosi, il quale vive ancora di rendita della scelta intelligente che fece quand’era assessore regionale alla sanità, di rinunciare alla machina di servizio per guidare quella di sua proprietà. Bell’esempio di senso civico. Che poi ha pagato anche in termini di consenso. E anche una volta eletto sindaco, anziché usare l’auto del comune Tosi gira con una messa a disposizione da un concessionario. Invece i suoi assessori le auto blu le usano. Eccome! E adesso è in corso una guerra di numeri per sapere chi è l’utilizzatore più accanito e quello più moderato.
Ma non è questo il punto. Le auto blu del comune di Verona non dovrebbero proprio esistere! La carica di assessore comunale implica che il territorio di competenza sia quello del comune di Verona. C’è bisogno della macchina per andare avanti e indietro dal Municipio? Verona non è New York. Le dimensioni sono tutto sommato abbastanza contenute. Una bicicletta o, tutt’al più, un motorino sono più che sufficienti per adempiere ai doveri che il ruolo assessorile comporta. In caso di pioggia ci sono sempre i bus. In casi eccezionali i taxi. Al limite, se l’assessore è stanco, anziano o acciaccato (ma questo è un problema suo) da non poter inforcare la bici o il motorino o da salire i gradini del bus, può sempre utilizzare, se ce l’ha, la sua auto. Non importa di che colore, anche blu, purchè sia sua e non costi niente alla comunità.
Re Gustavo di Svezia girava per Stoccolma in bicicletta. E non per questo non era rispettato. Anzi! Anche per questo era stimato ed amato al punto che gli svedesi lo chiamavano nonno Gustavo! Ed era un re! Figuriamoci se un assessore del Comune di Verona non può fare altrettanto. Pensandoci bene, potrebbe essere un modo per risparmiare. Non solo i soldi dei cittadini, ma anche i suoi. Perché, facendosi per questo apprezzare dai veronesi, sarebbe già una mezza campagna elettorale pagata.
Michele Croce
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