Funzioni e diritti: lo strano caso dei topi e delle gattare
In una lettera precedente abbiamo parlato di topi e zanzare. E’ un tema su cui si deve tornare. Il comune spende parecchi soldi per la derattizzazione. Ciò nonostante il problema persiste e, come già denunciato, è sempre più frequente vedere qualche pantegana scorrazzare per le strade o i giardini della città. Dicono infatti gli etologi che i topi sono tra i mammiferi più furbi e organizzati, e lo sono anche al punto di mettere in atto delle strategie per evitare le esche disseminate un po’ ovunque, rendendo così meno efficace la campagna di derattizzazione.
C’è però anche uno strumento naturale di derattizzazione. Esso è costituito dai gatti che, da che mondo è mondo, hanno come attività principale quella di mangiare i topi, tanto che, sempre secondo gli etologi, è proprio per questa loro funzione che sono stati resi domestici dall’uomo. Si tratta quindi di animali utili ed è quindi logico che godano di parecchie simpatie presso il genere umano. In particolare presso le gattare, quelle simpatiche signore che per buon cuore si premurano di nutrire i gatti randagi che scorrazzano per la città, il cui randagismo è praticamente protetto dalla costituzione, proprio perché essi svolgono una funzione sociale eliminando topi e ratti che notoriamente sono portatori di malattie.
Ora è evidente che se le gattare nutrono riccamente i gatti randagi, disseminando la città di piattini pieni di mangime granulare, di crocchettine, di patè e bicchieroni di latte, i gatti con la pancia piena non vanno a caccia di ratti, il numero dei ratti cresce e il comune deve poi spendere altri soldi per contenere la moltiplicazione di ratti e affini.
Molto meglio sarebbe, ai fin della lotta ai ratti se a queste signore venisse fatto divieto di nutrire i gatti randagi, lasciando così che i gatti rispolverino l’istinto predatorio e tornino a mangiare i topi. Così si ridurrebbe in modo non secondario il costo della derattizzazione.
Leo Ferrari
Sono Alberto Pavan un animalista, per nulla simpatico, e sono anche un "gattaro".
RispondiEliminaQuando si ha la volontà di fare i tuttologi, si rischia di dire delle castronerie (tipo che venga dato il latte ai gatti, non va bene, sono intolleranti al lattosio del latte vaccino).
La figura dei "responsabili delle colonie feline", che sono censite dall'ulss e protette dalla legge va ben al di là del dare da mangiare ai gatti, ma riguarda il loro controllo sanitario, la sterilizzazione degli stessi (speso a spese degli stessi volontari, visto che le quote di sterilizzazioni delle campagne dell'ulss sono sempre poche, quindi tutti soldi che le isitituzioni risparmiano), le cure veterinarie di quelli investiti, o malati.
I gatti non perdono l'istinto predatorio anche a pancia piena, difficile che abbia letto di etologia, se non lo sa.
Chiunque ha gatti domestici in casa lo sa, che nonostante non abbiano competizione per il cibo, non rinunciano alla caccia.
Il punto però non e' questo. E' che si confonde spesso (in nome dell' antropocentrismo giudeo-cristiano), l'effetto con la causa... Se ci sono tanti topi e tanti ratti, vuol dire che trovano molto cibo, se gli umani (sempre loro sono la causa, anche se non volgiono mai ammetterlo), smettessero di produrre valanghe di rifiuti, da offrire al nuovo dio "consumo", calerebbero drasticamente anche i ratti.
Caro signor Ferrari, si metta l'animo in pace, non possono fare una legge che mi impedisca di prendermi cura dei miei amici gatti di strada, e anche se stravolgendo un discreto numero di norme vigenti la facessero, risponderei con un sonoro ME NE FREGO.
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RispondiEliminabè, signor Antispe, lei potrà anche fregarsene, ma forse dovrebbe considerare entrambi i lati della medaglia. in primis, potrebbe fornire i riferimenti giuridici di quello che ha scritto? in secondo luogo, se dovessero essere effettivamente così lei è un responsabile delle colonie feline giusto? io ricordo quando ero ragazzino una vicina di casa aveva sempre una trentina di gatti che giravano nel suo giardino, ma come nel suo anche nel mio; trovare il cofano di una vettura rigata da un gatto che ci scivola sopra quando è bagnata infastidisce, ma sapere che oggi vi è un responsabile forse gli si potrebbe chiedere conto dei danni, sbaglio? è lei che si è definito "responsabile della colonia felina"
RispondiEliminaio ho due gatti che rimangono in casa, l'ultima volta che erano nel giardino condominiale sono entrati in contatto con uno di questi gatti colonialisti e la cosa mi è costata parecchi euro di veterinario a causa delle infezioni che il colonialista gli ha passato. lei per caso è responsabile di una colonia di gatti in borgo roma? io ho ancora tutte le ricevute sa?
a parte questa dovuta ironia, il principio basilare della democrazia è che si è liberi di fare ciò che ci aggrada fino a quando non si sconfina nella libertà altrui. le colonie di gatti sono una forma di prevaricazione, perchè non è vero che gestiscono i gatti, è vero che li gestiscono ma anche che li attirano, con danno di eventuali vicini che non condividono il suo amore per i felidi e che hanno diritto di essere tutelati tanto e quanto lei.
la verità sta comunque nel mezzo, quindi è vero che i gatti non perdono l'istinto predatorio e uccidono anche a stomaco pieno (lo fanno solo in modo piu' crudele, giocando) è pero' vero che a stomaco pieno lasciano poi il bottino dove capita e anche questo può ledere la libertà di chi non vuole trovarsi un topo morto, o parte di esso, sul tappetino di fronte alla porta di casa.
il punto mediano dice che i gatti non possono essere la soluzione del problema dei roditori, possono solo avere una funzione di contrasto, ma va anche considerato che l'attività dei responsabili di colonie di felini spesso genera problemi ad altri cittadini, e dubito molto che questo possa essere licenziato da una qualsiasi fonte giuridica che lei possa citare e che persone che hanno una visione obiettiva non possano contestare con leggi o regolamenti di maggiore rilevanza che hanno l'aspetto positivo di essere più insensibili all'umore di chi li scrive rispetto a qualche regolamento di usl o altro.
Gentile sig. Emiliano, i responsabili delle colonie sono noti ai servizio veterinari delle ULSS, e con loro si interfacciano per sterilizzazioni e cure dei gatti liberi.
RispondiEliminaPer i riferimenti normativi richiesti (le ricordo che esiste google, che non sarà dio, ma come omniscenza si avvicina), puo' fare riferimento alle Leggi Regionali 281/91 e 60/93, e l'articolo 13 del Regolamento per la Tutela degli Animali del Comune di Verona.
Se ritiene che la gestione di una colonia non sia fatta a regola d'arte deve contattare il servizio veterinario dell'ULSS che si interfaccia con il/la responsabile della colonia.
A proposito di regole, visto che lei vive con due gatti che escono, è proprio sicuro di essere a norma? Sarà sicuramente a conoscenza che sempre l'articolo 13 del Regolamento per la Tutela degli Animali del Comune di Verona, fa obbligo ai proprietari di gatti domestici che escono di casa, di essere sterilizzati a spese del proprietario stesso.